Il titolo appartiene ad un'opera di Sargent (QUESTA) conservata alla Tate Britain che amo molto, moltissimo.
Mi ero ripromessa di fare di quest'opera una mia interpretazione e ieri ho provato sperimentando anche una nuova tecnica.
Volevo cercare di riprodurre la meravigliosa luminosità di questo quadro: la scena si svolge al crepuscolo, quando il cielo è ancora chiaro, ma il paesaggio -giardino- diventa una massa scura in cui spiccano solo gli elementi bianchi come i fiori e le due bambine che stanno accendendo delle lanterne di carta.
Mi piace l'intensa attenzione dei gesti e l'intimità delle due bambine perché sembra stiano entrando in un mondo tutto loro, un mondo magico rischiarato da lanterne e magari popolato da fate danzanti.
Questa bimbetta caduta nell'acqua si trasformerà in una medusa o in una sirena?
Il tema di questo Illustration Friday è "Liquid" e per me cade proprio a fagiolo perché amo moltissimo l'effetto "acquoso" dell'acquerello.
In questa illustrazione ho voluto provare una tecnica, trovata in un "pin" del bravissimo Fabio Mancini, che ancora non conoscevo: cospargere di sale alcune zone dell'acquerello prima che sia asciutto.
Questo dovrebbe creare una texture assorbendo il colore nei grani di sale.
Ho provato... ma francamente non mi è riuscito nulla di sostanzialmente evidente... così ho aggiunto qualche "bollicina" bianca in digitale e ho evidenziato la sfumatura tra la luce superficiale e l'ombra.
Va bene lo stesso, sono soddisfatta, ma ci riproverò. Se avete indicazioni da darmi fatevi avanti!
Le scorse settimane ho parlato di colore, tratto, tecniche, ma una delle cose fondamentali per avere un buon disegno è...mettere insieme tutte queste cose.
Illustrazione di Charley Harper
Capita a volte di disegnare un soggetto tecnicamente perfetto, i colori sono azzeccati, il tratto è pulito eppure...c'è qualcosa che non va: gli elementi non risaltano come vorreste, oppure una parte del foglio è piena di dettagli e l'altra è troppo vuota.
Insomma c'è un problema nella composizione. Ma anche per questo ci sono delle regole che possono facilitare la vita.
Continuando l'argomento, fin troppo ampio, del colore, trattato la scorsa settimana, voglio parlare di una tecnica per ottenere esattamente il colore che si vuole (per chi non si accontenta delle approssimazioni).
Questa tecnica mi è stata molto utile quando facevo ritocco in cantiere di restauro. Cos'è il ritocco?
E' l'integrazione di piccole parti mancanti di affreschi e dipinti mediante coloritura il più possibile vicino al colore originale, se la parte mancante è estesa si passa al metodo del rigatino , ma questa è un'altra storia. Che ci facevo in un cantiere di restauro? Anche questa sarebbe un'altra storia, ma d'altra parte è sempre un altro ramo artistico da cui si può imparare tanto.
Si trattava dunque di ricreare un colore il più vicino possibile a quello originale. Tante volte però i colori originali, per l'usura del tempo non hanno la stessa brillantezza di quelli ricreati con la tavolozza e gli acquerelli che si hanno a disposizione oppure hanno un tono più opaco già di loro natura che noi non abbiamo a disposizione. Come si può ovviare a questo inconveniente?
Aggiungendo un goccio del complementare del nostro colore troppo brillante.
Ad esempio a me è capitato poco tempo fa di acquistare un verde "sbagliato". Mi serviva un verde naturale, per colorare sostanzialmente delle foglie e pensando di prendere un verde neutro( ne troppo giallo, ne troppo blu, ho acquistato invece un verde freddissimo e artificiale (tipo il colorante per le caramelle alla menta). E' un verde davvero brillante, ma per smorzarlo un po' è bastato aggiungere un tocco di rosso amaranto e il colore è subito rientrato a tono.
Ovviamente ci vuole un po' d'occhio e di pratica, però il consiglio (dato dalla mia capa dell'epoca) mi è sempre stato utilissimo.
Un altro trucchetto da cantiere, per rendere i colori ad acquerello più "candy" (nel senso di tonalità pastello) che di solito, anche se trasparenti sono abbastanza puri , era quello di usare il giallo Napoli (una sorta di giallo chiarissimo , quasi bianco, tendente al rosa).
Ad esempio si aggiunge del giallo napoli al blu elettrico, si avrà un blu cobalto con un bel tono chiaro ma caldo dato appunto dal giallo (no, se non ne aggiungete troppo, non dovrebbe diventare verde, anche se si chiama giallo Napoli).
Quello di ricreare un determinato colore è un esercizio molto utile. Potete esercitarvi nel ritocco prendendo una foto di giornale a colori,
tagliare o strappare via dei piccoli pezzi e incollarla su un altro foglio bianco un po' spesso (io qui ho bucato il foglio con le forbici e poi l'ho strappato)
e poi provare a colorare le parti mancanti in modo che non si vedano i buchi.
In questo caso, usando la tempera, è sempre meglio controllare il colore quando è asciutto e poi eventualmente correggerli, perchè potrebbe schiarire.
Perdonatemi se il mio esempio non è perfettamente corrispondente al colore originale: avendo poco tempo non ho neppure aspettato che il colore asciugasse del tutto, ad ogni modo: la tecnica è questa, la sfida è fare esattamente lo stesso colore della foto.
Tanto per chiarire: il video di questa settimana c'entra poco con il
discorso, se non per mostrare le diverse tonalità di verde che ho
ottenuto aggiungendo al verde iniziale (quello della prima foglia a
sinistra) un po' di rosso (foglia a destra). Non ero certa di riuscire a fare il video per mancanza di tempo e di strumenti (mancava Fedo e il suo supporto tecnico), per questo sembra che nel video ci sia la nebbia e la visione non è un granché(si sarà appannata la fotocamera per il freddo?) però l'idea mi piaceva e alla fine sono riuscita a caricarlo!
Per visualizzare i tutorial precedenti cliccate QUI
Nello scorso post ho fatto vedere qualche mossa pratica per usare l'acquerello.
Prima di andare avanti con discorsi puramente pratici sia sempre bene avere chiaro in mente cosa si vuole creare e che aspetto deve avere il disegno che mi sono prefissa di fare.
Ogni tanto mi blocco sulla scelta dei colori, ma so che è un problema abbastanza comune ed ho trovato tanti piccoli suggerimenti che possono aiutare in questo tipo di indecisione cromatica.
Primi fra tutti, ci sono dei siti apposta per le combinazioni dei colori come ad esempio COLOURlovers, una community dove si può cercare o creare o trarre ispirazione per la propria combinazione perfetta.
Un' altra utile guida alla teoria del colore è stata pubblicata qualche tempo fa a puntate su "Le figure dei Libri"un'interessantissimo blog sull'illustrazione e tutto ciò che la circonda, scritto dall'illustratrice: Anna Castagnoli, le lezioni sul colore sono di Francesca Chessa.
Per quanto riguarda i consigli che posso darvi io, cercherei sempre di partire col minor numero di colori possibili, massimo 3. I punti sono semplici: se il colore è uno, non ci sono problemi perchè avrete un quadro monocromo dove la variazione può essere data da tono, saturazione e/o luminosità.
Qui sopra un esempio tratto da un'illustrazione di Rebecca Dautremer, il colore principale è il rosso, in tutte le sue varianti tonali: dal magenta al cadmio ai toni più delicati del rosa.
Se i colori sono 2, meglio fare un derby tra 2 colori complementari ( rosso/verde, giallo/viola, blu/arancio) Attenzione però che non si crei un "contrasti di complementari": ovvero un fastidioso effetto visivo dovuto a 2 colori con la stessa lunghezza d'onda che rende tutto illeggibile (nella grafica è vietato). PSe si lavora in digitale, controllare questo effetto sgradevole, basta togliere temporaneamente saturazione all'immagine, cioè portare i toni in scala di grigio e verificare se l'immagine è ancora visibile o no. Se i colori che avete scelto hanno la stessa lunghezza d'onda presenteranno lo stesso tono di grigio, di conseguenza non distinguerete un colore dall'altro.
Questa è un'altra illustrazione della Dautremer che gioca principalmente sul verde e il rosso.
Se i colori sono 3 prendiamo o i tre primari (rosso/giallo/blu) o i tre secondari (verde/viola/arancio).
Ovviamente con 3 colori si fa poco, se non state curando una grafica essenziale, e avete invece bisogno di creare una certa atmosfera.
Anche per questo c'è il trucchetto di utilizzare variazioni tonali dei primi 2 colori con l'aggiunta del terzo.In questa illustrazione, sempre della Dautremer, sia il rosso che il blu-azzurro sono stati mischiati con un po' di giallo. Il rosso è quasi un'arancione, mentre l'azzurro tende al verde acqua, il giallo d'altra parte è il colore meno saturo della composizione eppure è anche il più presente.
Se avete ancora dei dubbi sulla gamma di colori da utilizzare, e soprattutto delle proporzioni fra i vari colori, potete applicare un altro validissimo metodo che trovate in questo LINK, dove le tonalità armoniose fra loro vengono selezionate mascherando la ruota dei colori con un cartoncino con un foro triangolare nel mezzo.
Per visualizzare i tutorial precedenti cliccate QUI
Ci sono diverse tecniche per colorare con l'acquerello a seconda del risultato che si vuole ottenere.Per riuscire al meglio in queste tecniche, è necessario avere l'attrezzatura giusta, ovvero:
Un pennello tanti tratti differenti.
un pennello che "tenga la punta", vuol dire un pennello che pur avendo le setole morbide, se ci passate un dito sopra e lo accarezzate, torna nella forma originale, a punta, e non rimane come una scopa. Io solitamente uso pennelli tondi sintetici piuttosto grossi (misure da 8 a 20) perché mi permettono di prendere più acqua e colore e a seconda di quanto premo sul foglio posso avere una linea larga o sottilissima(essendo a punta). Una buona marca è la "da Vinci" e la trovate nei negozi di belle arti, non è economicissima ma se volete un risultato decente evitate i pennelli da "brico center" a cui incollano la punta per farla sembrare rigida e appena li mettete in acqua si sformano.
Il mio set artigianale.
Sempre per un discorso qualità, sappiate che gli acquerelli si trovano sia in tubetto che in pastiglie, ma le pastiglie non sono quelle placchette tonde per bambini che trovate nei supermercati. I prodotti per bambini hanno una consistenza polverosa e se bagnati hanno una bassissima saturazione di colore (penso dipenda dai pigmenti che ci sono dentro). Gli acquerelli in pastiglie li trovate in piccole "scatoline" bianche singoli o in set e sono solitamente lucidi, e quando vengono bagnati sono molto intensi. Quelli in tubetto sono la versione pastosa di quelli a pastiglie, ma se ne mettete un po' su una tavolozza e li lasciate essiccare potrete tranquillamente utilizzarli un'altra volta bagnandoli e sciogliendoli nuovamente.
Altra cosa importante, che io dimentico sistematicamente di prendere prima di iniziare il lavoro è un fazzoletto di carta o scottex, per asciugare l'eccesso di acqua o le sbavature e pulire il pennello.
La punta del pennello assorbe e rilascia i liquidi.
Ovviamente vi servirà anche un bicchierino con dell'acqua pulita dentro (va cambiata quando diventa grigia se no macchia il foglio).
Dopo che vi sarete procurati il necessario è bene fare qualche esercizio per prendere dimestichezza col pennello, e la tecnica migliore per imparare ad essere precisi è la campitura piatta a velature.
Prendete il pennello e immergetelo in acqua, in modo da caricarlo, poi bagnate la pastiglia e sciogliete un po' di colore, assorbitelo col pennello e scaricatelo su un piattino-tavolozza di plastica premendo un po' la punta in modo che il colore liquido si depositi sulla tavolozza. Ripetete più volte l'operazione per avere colore a sufficienza per colorare l'area che vi interessa. Se volete mischiare due colori, pulite in acqua il pennello prima di sciogliere un'altra pastiglia, e poi mescolateli col pennello sulla tavolozza. Non occorre che il colore sia troppo intenso, perché appunto potrete passare un'altra velatura (anche di un altro colore) quando si sarà asciugato.
Caricando il pennello di colore, tenete il foglio inclinato e cominciate dall'alto fate in modo da avere sempre una goccia bagnata in basso e quando avrete scaricato tutto il colore del pennello, ricaricatelo e trascinate giù la goccia, così via fino a campire tutta l'area. Alla fine resterà la goccia con acqua in eccesso che andrà pian piano "aspirata" col pennello scaricando poi l'acqua delle setole sul fazzoletto.
Se sbagliate e uscite dai margini, non aspettate che si asciughi troppo e strofinate il pennello imbevuto d'acqua fino a cancellare l'errore, o diluitelo e poi tamponate con il fazzolettino.
Un'altra tecnica che potete utilizzare per sfumare un colore da più scuro a più chiaro è partire con un colore ben saturo, sciogliendo una maggiore quantità di colore per intensificare la tinta, e man mano aggiungere alla goccia più acqua in modo da diluire il colore gradualmente.
Potete anche creare sfumature a più colori inumidendo prima la carta, poi passando una pennellata di un colore e vicino un altro colore, in modo che l'acqua fonda i due pigmenti con una gradevole sfumatura. Questa tecnica si usa spesso per le sfumature del cielo.
In questo video ho usato tecniche diverse per colorare le foglie e i fiori, per mostrare l'effetto di ognuna.
Per visualizzare i tutorial precedenti cliccate QUI
Avevo intenzione, dopo aver parlato delle luci e delle ombre di parlare un po' del colore, ma mi sembra più doveroso anticipare qualche piccola nozione su come si gestisce un pennello o prima ancora una matita.
Muovo questo argomento collegandomi al commento che mi è stato fatto riguardo al fatto che essendo mancina impugno la matita in modo strano per non sfumare il disegno passandoci sopra. Di sicuro ognuno trova il proprio metodo per scrivere, che sia mancino o no: ho visto tenere la matita nelle maniere più disparate, anche da gente bravissima a disegnare, e mi sono chiesta più volte" ma come diavolo fa?". Ma al di là delle comodità personali sarebbe bene tenere a mente qualche regola, che poi può essere, come al solito, infranta a piacimento.
Per prima cosa sarebbe consigliabile non appoggiarsi al piano di lavoro con il polso: questo, non solo per evitare di sporcare il disegno se siete mancini, ma anche per consentire una maggiore libertà di movimento. Facendo perno sul polso si ha un raggio di azione molto inferiore rispetto a quello che può avere l'intero braccio. Molto spesso nei precedenti tutorial io non applico questa regola, ma a mia discolpa posso dire che per le riprese era necessario che io tenessi fermo il foglio e il supporto il più possibile, quindi lo bloccavo con la mano appoggiandomi: solitamente ruoto spesso il foglio mentre disegno.
Altra buona norma, sempre per avere un gesto sciolto, è quella di non spingere la matita sul foglio ma di trascinarla dolcemente: dovrete affrontare un minore attrito sul foglio e avrete più libertà di movimento.
Le sopracitate regole sono altrettanto valide parlando di pennelli, a maggior ragione quando il colore è fresco e non potete assolutamente appoggiarvi alla tela o al foglio. A questo proposito esistono dei bastoni apposta, con sulla punta un'imbottitura, da appoggiare sulla tela per avere un sostegno confortevole (sì, beh...insomma..) dove appoggiare il braccio mentre si pittura: meglio considerare questo strumento se bisogna fare un lavoro piuttosto lungo e particolareggiato, dove il gesto della pennellata è comunque contenuto.
Il pennello solitamente si impugna appena sopra la parte in ferro, dove, nei pennelli tondi o comunque per belle arti, il manico in legno è più ampio, mentre i pennelli piatti è meglio impugnarli un po' più su, dove il manico da stretto inizia ad allargarsi.
Per un utilizzo ottimale il pennello non dovrebbe mai essere carico di colore per più di 2/3 della punta (intendo le setole), quindi la parte di ferro non dovrebbe essere mai e poi mai sporca, qualsiasi sia la tecnica utilizzata (acquerello, olio, acrilico, tempera). Questo significa anche non maltrattare il pennello schiacciando la punta nel colore a mo' di cacciavite, ma intingere delicatamente solo la punta raccogliendo colore passando magari una o due volte.
Beh, dai.. se state dando il bianco o riverniciando qualche oggetto siete liberi di sporcarvi e imbrattare il pennello come volete, spesso , pur imbevendo il pennello solo in punta, si assumono posizioni alquanto anomale e scomode per terminare il lavoro e il colore inesorabilmente cola ovunque.
L'importante, come sempre, è la cosapevolezza del gesto. Questo signore qui è Pollok:
Nella scorso tutorial ho mostrato vari modi di rappresentare le ombre con il tratteggio in bianco e nero o con varie sfumature di grigio. Ma come ci si comporta col colore?
Generalmente io uso ombre nette, ma non completamente nere perché darebbe un effetto troppo innaturale. Nell'acquerello un buon modo per fare le ombre è quello di
determinarle prima di colorare tutto il resto.
Io di solito uso un blu-indaco abbastanza diluito e do una prima passata in tutte le zone in cui voglio l'ombra (propria o portata). Dopo di che
Nello scorso tutorial ho accennato agli effetti della luce e dell'ombra sui volumi.
Non voglio fare la solita lezioncina sulla teoria delle ombre perché si può trovare ovunque su internet la spiegazione di come raggi di luce paralleli o derivanti da un unico punto possono proiettare ombre portate. Mi soffermerei più che altro sul termine "proiettare"sostanzialmente perché...è sbagliato.
La scorsa settimana avevo semplificato i volumi in ovali, cioè avevo dato una bella scartavetrata e smussando ogni forma. Oggi passo la pialla!
E' possibile scomporre un soggetto attraverso piani? Sì, credo sia un ottimo esercizio per analizzare in modo minuzioso i volumi e la maniera in cui la luce incide sulle superfici a seconda della posizione in cui è. Non è comunque un procedimento facile, perché la mente tende a sintetizzare le forme organiche con figure tondeggianti e non attraverso piani.
La scorsa settimana ho iniziato il primo tutorial sul disegno.
Quello di oggi potrà sembrare un post contraddittorio rispetto a quello della scorsa settimana dove si diceva che spesso il nostro cervello stilizza le linee attraverso figure geometriche, ma è sempre bene osservare quei piccoli particolari che arricchiscono le linee. Ebbene oggi invece voglio fare un passo indietro e sintetizzare la linea per studiare meglio i volumi ché quando sono posti in uno spazio prospettico sono difficili da gestire (maledetta prospettiva...), perché è altrettanto utile acquisire le forme in maniera semplice per poi poterle arricchire e particolareggiare.
Quasi tutte le forme organiche sono sintetizzabili in cerchi, o meglio sfere, dato che parliamo di volumi.
Oggi vorrei provare ad iniziare una serie di Tutorial di disegno. Non so se sono in grado di insegnare una tecnica per disegnare, anzi no, non lo sono perché secondo me non c'è una sola tecnica, c'e n'è 1001, per questo cercherò solo di analizzare gli errori (inconsapevoli)che si possono compiere mentre si disegna, che anch'io faccio e che fanno sì che il risultato non sia ciò che si sperava. Non so se potrà essere utile a qualcuno, di sicuro